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Il dottor Amedeo
aveva trascorso la notte di sesso sfrenato con una sua paziente
e si era sentito colpevole per tutto il giorno successivo.
Non importava quanto egli volesse dimenticare l'accaduto, perche'
in nessun modo ci sarebbe riuscito. Si sentiva oppresso da un
senso di colpa, come se in qualche modo egli avesse tradito il
lavoro che svolgeva da anni.
Ogni tanto, pero', in lui si levava una voce che cercava di rassicurarlo
dicendogli:
"Amedeo, non preoccuparti. Tu non sei il primo dottore che
se la spassa con una paziente e nemmeno sarai l'ultimo. Tu sei
scapolo. Andiamo, lasciati andare...".
Ma inevitabilmente un'altra voce lo riportava alla cruda realta':
"Amedeo... tu sei un veterinario!"
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